Skam, sulla falsariga di Skins?

Skam-1Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 è diventata popolare anche sul web italiano una serie tv norvegese che io personalmente ho apprezzato molto. Skam.

Skam (in norvegese vergogna) segue le vite di alcuni ragazzi di Oslo. La loro vita è incentrata sulla scuola, sulle feste, e sul  cosiddetto “russ” una tradizione norvegese che consiste in una festa di tutti i “maturandi” a cui però i ragazzi si preparano fin dal primo giorno di liceo.

Fin qui potrebbe sembrare una normale teen serie sulla falsariga delle serie americane o britanniche adolescenziali ma posso assicurarvi, se non l’avete ancora vista, che non lo è affatto. Sono stata attratta nel vederla da alcune voci sul web che parlavano di una sorta di imitazione di Skins, una teen-serie britannica che ho apprezzato molto, ma meno rispetto a Skam.

skins-442015_0x440 tuttiSkins, che io ho guardato due estati fa, mi ha colpito innanzi tutto perchè permetteva una vera introspezione in ogni personaggio, cosa che non avevo mai visto in nessuna altra serie. Il realismo dietro questa serie è ciò che mi ha lasciato più di stucco. Storie incomplete o lasciate a metà, il fatto che la puntata successiva non sembrava quasi mai legata alla precedente, sono tutti fattori che mi hanno portato ad una specie di “sindrome di Stoccolma“.😅 Devo ammettere che non sapere quasi mai come va a finire una certa vicenda a volte mi struggeva parecchio, mi dava fastidio quell’incompletezza nei fatti, ma è proprio questo stesso fattore che mi ha portato in pochi giorni a diventarne totalmente dipendente. E credo che sia stato proprio questo l’intento degli scrittori e sceneggiatori: tuttora non riesco a dire “Skins  mi è piaciuta” perchè so che non sarebbe vero, eppure l’ho divorata in pochissimi giorni e mi ha lasciato certi vuoti che ho messo un pò a colmare.

Tuttavia, ho iniziato a guardare Skam aspettandomi qualcosa del genere. Invece mi sono catapultata in un mondo che forse non avrei dovuto proprio conoscere, perchè mi ha fatto riflettere molto.😅

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Per chi non la conoscesse Skam è una web serie, il che vuol dire che le vicende dei personaggi possono essere seguite da un sito web norvegese in cui vengono pubblicate foto, chat e clip di pochi minuti, ciascuna ad un preciso orario e in tempo reale. Poi a fine settimana le varie clip vengono unite insieme per formare un unica puntata che viene trasmessa sulla tv norvegese. Secondo me i norvegesi hanno capito cosa vuol dire creare una serie veramente “addicting“.😅  Ammetto infatti che attraverso questo nuovo meccanismo i personaggi che ci vengono presentati diventano reali e abbiamo la possibilità di seguirli come se fossero i nostri cantanti o attori preferiti. Insomma la barriera tra realtà e fiction diventa quasi trasparente. Punto a favore per la nostra Julie Andem, che grazie a questa serie si è fatta strada a livello internazionale.

A parte la differente collocazione temporale, ho trovato Skam molto diversa da Skins e devo dire di averla apprezzata di più. Entrambe si accomunano per il fatto che attraverso le vite di alcuni adolescenti, affrontano temi molto importanti, tutt’altro che adolescenziali: l’omosessualità, lo stupro, la religione, le differenze culturali, i pregiudizi. Ma ad un livello più profondo essi vengono esaminati in maniera diversa. Skam a mio parere è stato più “leggero” in ciò rispetto a Skins che invece ha usato come armi di realismo la crudeltà di immagini e scene “poco belle”. Apprezzo in generale le serie realistiche, che non descrivono il mondo adolescenziale come qualcosa di totalmente “campato in aria” e credo che Skins in ciò abbia centrato il punto.

Però ciò che mi fa pensare a Skam come ad un gradino più alto rispetto alla serie britannica è il fatto che sia riuscita a creare un connubio eccezionale tra realtà e leggerezza. Sappiamo tutti che la realtà non è tutta rose e fiori, o forse non lo è mai, sappiamo tutti che l’adolescenza non è il periodo più bello e spensierato della nostra vita, che gli adolescenti hanno un mondo dentro molto più complicato di  quanto noi possiamo immaginare ma rappresentare questa realtà con una leggerezza che non ho mai visto prima è quello su cui Skam ha stravinto. Difficilmente troviamo in Skam scene crude di stupri, uso di droghe od alcool e la nostra cara Julie ha fatto si che questo non sia un punto a suo sfavore ma una bella novità.

Vorrei concludere quest’articolo su alcune mie riflessioni a cui Skam mi ha condotto. Le mie stagioni preferite sono state la quarta e la terza, incentrate rispettivamente sui personaggi di Sana e Isak, così diversi tra loro eppure così tanto vicini.

  1. Religione e Omosessualità: non sono una ragazza profondamente religiosa perchè credo in Dio ma ci sono molte cose nella religione cristiana che io non approvo, per esempio il concetto di omosessualità. Non approvo lo scherno con cui la chiesa, e anche altre religioni si rivolgono agli omosessuali. Come puoi escludere, deridere, discriminare un uomo ponendo come scusa la religione, quando la prima cosa che Dio ci impone nei comandamenti è l’amore per il prossimo, chiunque esso sia e che tutti gli uomini vengano trattati nella stessa maniera? Qual’è la sua colpa se non quella di aver amato qualcuno? Non dovrebbe essere questo l’obiettivo primo della religione, diffondere l’amore, specialmente in un mondo in cui l’odio e le guerre stanno mandando tutto a rotoli?
  2. Islamismo: ormai questa parola ha assunto quasi un significato negativo nel mondo occidentale, forse per il terrorismo islamico, forse perchè ci sentiamo così distanti da quel tipo di cultura. Quando vediamo una persona con il velo per strada la prima cosa che viene in mente è che sia costretta a fare cose che lei non vuole, perchè è questo il pregiudizio che abbiamo nei confronti delle donne islamiche. Mai pensiamo che forse quella ragazza crede in qualcosa e vuole indossare quel Hijiab, vuole digiunare, vuole  pregare. Non lo pensiamo quasi mai.
  3. Religione e non: nella religione islamica una donna mussulmana non può sposare un non mussulmano, il che è comprensibile se si pensa che si potrebbero avere idee diverse su uno stesso argomento per via di credenze diverse e ciò può intaccare l’armonia in una coppia. E’ anche vero però che non devi essere per forza un musulmano per essere una brava persona. La regione ti può aiutare a non “sfarfallare” nel corso della vita, ad essere una buona persona, rispettare gli altri, amare, aiutare il prossimo, insomma a rimanere concentrato sul tuo percorso. Ciò non toglie che però non serva per forza essere credente per farlo. Se vuoi essere una brava persona, puoi farlo indipendentemente dalla religione. Un buon credente non è sempre una buona persona, così come una buona persona non è sempre un credente.
  4. Libertà di essere ciò che vogliamo e di sentirci mai troppo distanti perchè abbiamo idee diverse: Isak nel corso della serie è spaventato da se stesso e dai sentimenti che prova per Even, poi scopre che i suoi amici lo accettano così com’è. Nell’ultima stagione abbiamo scene a mio parere fantastiche di questo gruppo di ragazzi che festeggia insieme e che si sente così tanto unito nella sua diversità, come per dire: “Infondo siamo tutti uguali, ragazzi che stanno vivendo lo stesso difficile periodo, gli stessi ostacoli, le stesse gioie”.

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Come al solito se vi piace ciò che leggete o avete qualcosa da dirmi, qualsiasi cosa, leave a comment.

Che l’amore sia sempre con voi

ALT ER LOVE

– Giulia

Shameless, una famiglia non poi così male.

Nell’ultimo mese ho iniziato a guardare questa nuova serie senza molte aspettative. Inutile dire che l’ho terminata in pochissimo tempo e credo di aver superato il mio record di episodi visti in un mese😂

Tornando al topic di questo articolo, l’ho trovata una serie davvero “addicting“, con colpi di scena, e spesso anche con scene di cruda realtà. Oltre ad avermi divertita ha anche suscitato in me delle riflessioni. Se devo essere sincera per esempio, dalle prime puntate non avevo capito che i Gallagher vivessero a Chicago. Nelle prime stagioni vediamo Fiona struggersi per cercare di guadagnare qualche spicciolo per sostenere e portare avanti la sua famiglia anche dedicandosi a lavori davvero…”melmosi”. Siamo quindi in una zona pressochè povera e malfamata (basta pensare alle rapine, ormai facenti parte della quotidianità al negozio di Kash). La mia domanda fu: ma come è possibile che pur vivendo in una big city come Chicago, famiglie come i Gallagher, i Milkovich e i loro “amici” vivessero in condizioni così povere? Proprio in una città che dovrebbe offrire opportunità di lavoro a tutti? Lo ammetto, venendo da una piccolo paese di provincia non so come sia vivere in una grande città, so che la città in generale  non è tutto oro, ci sono quartieri più ricchi e altri più malfamati, ma non pensavo che potesse esserci un gap così esteso tra grattaceli della city e casa Gallagher (come qualsiasi altra famiglia del South side). Shameless mi ha quindi aperto gli occhi su qualcosa che prima ignoravo e come studente di lingue e sociolinguistica faccio tesoro di queste piccole “scoperte”.

Altro punto a favore di Shameless, forse più strettamente personale, è il “colorito” linguaggio usato nella serie. A proposito di sociolinguistica, non avevo idea che l’inglese dei quartieri più poveri potesse essere così tanto diverso dall’inglese come varietà americana. In poche parole, non avevo la benchè minima idea della quantità di parolacce di cui la lingua inglese è ricca (grazie Mickey Milkovich per avermi insegnato un milione di parolacce in più, sei il migliore)😂😂😂.

Perfetta ambientazione, perfetto realismo e ovviamente ho avuto modo di apprezzare anche il cast e i loro personaggi. Partiamo dai Gallagher. Fiona la primogenita, all’inizio della serie 21enne, si fa strada nel mondo del lavoro, partendo come si suol dire, dai bassifondi. Il suo scopo è all’inizio mantenere la sua famiglia, è frustrata da questo lavoro a tempo pieno che consuma tutte le sue energie portandola a volte all’esaurimento nervoso. Sorella amorevole, forse troppo dedita alla sua famiglia ma pronta a maturare i suoi obiettivi al di la della famiglia, nel corso della serie. Ho apprezzato alcune interpretazioni dell’attrice che la interpreta, Emmy Rossum, in particolare quando si rivolge al padre o alla madre rimproverandoli per non essere stati abbastanza presenti nella loro vita. Lascerò qualche link con le scene  a cui mi riferisco con rispettiva stagione di appartenenza se volete evitare spoiler:

season 1 : https://www.youtube.com/watch?v=ykUTh9cVuJs  ;

season 7 : https://www.youtube.com/watch?v=SRAYA45aoGs

Lip, secondogenito e genio della famiglia. Un personaggio che nel corso delle stagioni mi ha un pò deluso. Intelligente, furbo, l’unico ad aver preso il diploma, ha avuto la possibiltà di andare al college, non poco per un ragazzo del south side, e in più un mago del sesso, se ci appelliamo alla lunghissima lista di ragazze portate a letto. Insomma, il ragazzo perfetto.. Peccato che a mio parere abbia sprecato almeno il 50% di queste qualità, un pò per un motivo, un pò per l’altro. In lui ho visto grandi potenzialità nelle prime stagioni, la possibiltà di diventare qualcuno, di aiutare la sua famiglia, di avere una relazione stabile con una ragazza, che non sia solo sesso tranne in qualche piccolissima eccezione, ma nessuna di esse si è avverata (non è ancora detto tutto però, c’è sempre speranza per tutti, season 8 non mi deludere).

Ian, il mio ginger-haired preferito. Insicuro di se nelle prime stagioni, insicurezza che imparerà a dominare nel corso del tempo. Uno dei miei personaggi preferiti non solo per l’attore che lo interpreta (propongo a proposito una clonazione di Cameron Monaghan, il mondo ha bisogno di più ginger) ma anche per il suo percorso caratteriale al terzo posto subito dopo Mickey e Carl (vedi dopo). Ian è gay, innamorato pazzo di Mickey, con cui ha a mio parere una storia fantastica che fa crescere tutti e due. Deve combattere contro se stesso e la sua “eredità psicologica” e penso che le migliori interpretazioni che lo riguardano siano legate proprio a ciò. Cam ha fatto un lavoro stupendo ad interpretare la mania, cosa che non avrei mai detto guardando il piccoletto della prima stagione (scusa Cameron, ho dubitato di te) per cui il premio come attore rivelazione in Shameless va decisamente a lui (lascio dei link  season 5: https://www.youtube.com/watch?v=gh23rnC_l64 )

Debbie, la piccoletta della famiglia. Così come Lip avevo riposto grandi speranze in lei.  E’ una bambina particolare, tenera e non così frivola come le sue coetanee già protese verso l’adolescenza. Avevo pensato per lei un futuro un pò diverso da quello che poi è stato ma mai una gioia in casa Gallagher. Tuttavia, seppur dopo una serie di sfarfallate adolescenziali, Debbie si è rivelata nelle ultime stagioni una brava adulta responsabile seppur nella sua giovane età.

Carl a cui va il secondo premio come miglior percorso caratteriale. Nelle prime stagioni non parla quasi mai, è schivo e impulsivo, come ogni adolescente che si rispetti, prenderà diverse strade, sopratutto cattive ma quando meno ce lo aspettavamo, viene fuori un Carl totalmente diverso, buono e con dei bei ideali in mente. Mi fa piacere che non abbia preso da Lip il vizio di abbandonare tutto il resto per il sesso con una ragazza. (mi aspetto molto altro da lui nella prossima stagione) Bravo Carl, sei l’orgoglio della famiglia Gallagher!

Liam, il piccoletto tra i fratelli, ma cazzuto come gli altri.😂 Lo show non ci ha permesso di scoprire tantissimo di lui, probabilmente perchè è ancora un bambino. Nei pochi casi in cui è stato protagonista di qualche guaio è stato vittima di suo padre Frank, sua madre Monica o di Fiona. Spero di vedere qualcosa di più nelle prossime avventure.

Frank e Monica, che dire, li ho odiati per quasi tutta la serie, la loro irresponsabilità verso i figli è stata quasi oltre natura ma negli ultimi episodi e nella season 5 ho visto qualche nota positiva in Frank. L’ho visto fragile e indifeso e non posso nascondere di aver apprezzato questa introspezione nella sua vita “prima dei Gallagher”. Probabilmente ha alle spalle una vita piena di errori che probabilmente neanche lui riesce a perdonarsi e per questo non riesce e non vuole voltare pagina. Anche la sua interpretazione non è stata male, ho apprezzato tantissimo il ritratto di Frank fragile e impaurito, senza corazze attorno, credo che sia questo il suo vero essere.

Ultimo personaggio su cui vorrei spendere due parole è Mickey, il mio preferito. Primo premio come miglior percorso caratteriale, Mickey è uno dei pochi ad aver avuto il coraggio di portare avanti una relazione e lasciare che essa lo cambi e lo faccia crescere. La sua relazione con Ian mi ha fatto commuovere perchè è stato proprio Mickey, il personaggio che si è presentato come il più cazzuto tra i cazzuti, ad aver rivelato la sua vera tenerezza, che probabilmente neanche lui sapeva di avere. Trovo assolutamente tenero ed esemplare come abbia lasciato che Ian gli cambiasse la vita. La famiglia a cui appartiene fa quasi apparire i Gallagher come una famiglia normale e credo che lui sia il migliore esempio di come i Gallagher abbiano tutto sommato una buona influenza sulla gente (more or less)

In conclusione l’ho trovata una serie valida sotto tantissimi aspetti e non vedo l’ora di veder crescere e maturare ancora i miei Gallagher.

Come primo articolo-recensione vorrei sapere cosa ne pensate, se avete opinioni diverse, o se concordante con me. Ho creato questo blog per parlare delle serie, film e libri che scopro di giorno in giorno, magari anche da consigliare ai miei lettori. Amo imparare da essi infatti come dice spesso la sottoscritta: “un buon libro/film/serie è quello/a che ti lascia un pezzetto di  se ne cuore, per sempre”. Per ora penso di pubblicare un articolo a settimana. Inoltre se avete idee su nuove serie da consigliarmi oppure consigli sul mio blog tutto è ben accetto, mi piacerebbe avere quindi dei feedback, i’m trying to improve. Quindi per qualsiasi cosa, cliccate su leave a comment per farmi sapere la vostra.

Ecco i miei contatti:

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Un saluto alla Gallagher, Byeeee

– Giulia

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